“Per non dimenticare…la Shoah dei diversi”

GiornataMemoria 2017 (12)Si sono svolte attraverso due significativi momenti di riflessione, mercoledì 1° febbraio 2017 presso la palestra della Scuola secondaria di 1° grado “Foscolo” – nell’ambito del Progetto Legalità “Itinerari per una cittadinanza di genere… umano” – le consuete celebrazioni per la “Giornata della Memoria”.   Come ormai da qualche anno è stato infatti dapprima piantato, alla presenza di tutti gli alunni, un nuovo albero per il “Giardino dei Giusti” dell’Istituto, in memoria quest’anno di Calogero Marrone, semplice impiegato comunale di origini siciliane trapiantato in provincia di Varese, proclamato “Giusto tra le Nazioni” nel 2013 dalla commissione dello Yad Vashem di Gerusalemme per aver rilasciato centinaia di documenti d’identità falsi a ebrei e antifascisti che in quel periodo cercavano di attraversare il confine svizzero, permettendo loro di salvarsi; tradito, fu internato nel campo di Dacau, dove morì ufficialmente di malattia. Successivamente è stata presentata dagli alunni coinvolti una toccante performance di testi, video, musiche e danze dal titolo “Per non dimenticare.. la diversità vittima dell’odio”, lavoro che ha voluto in particolare incentrare l’attenzione e il ricordo su tutte le vittime della Shoah, cioè anche sugli altri gruppi, oltre al popolo ebraico, che il Terzo Reich considerava nemici e minaccia al nazismo, per un totale di quasi 5 milioni di vittime non ebree tra zingari, serbi, intellettuali e oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, malati di mente e disabili, delinquenti abituali e persone definite “anti sociali”. Partendo dalla Shoah vista con gli occhi innocenti dei bambini, vittime inconsapevoli del pregiudizio, della discriminazione, della deportazione, della prigionia e il più delle volte morte, ricordando che anche i disabili furono oggetto di un’eutanasia di massa con il “Progetto T4”, il percorso si è snodato tra video, poesie, canti eseguiti dal coro polifonico “FosCoro” e danze toccanti e coinvolgenti fino a giungere alle riflessioni sul presente, legando ciò che è accaduto durante la seconda guerra mondiale alle guerre e ai genocidi successivi ed ancora in corso, chiudendo infine con la testimonianza di Pietro Bartòlo, medico di Lampedusa in prima linea nel soccorso ai migranti, che nel suo libro “Lacrime di sale” paragona “le prigioni libiche ai nuovi campi di concentramento e le condizioni in cui viaggiano nel deserto e nel mare i migranti non diverse da quelli dei deportati nei treni della morte.” A suo giudizio “chi oggi vuole erigere muri e respingere i profughi non si comporta tanto diversamente da quei collaboratori di Hitler definiti “uomini banali” dalla filosofa Hannah Harendt. E chi lascia morire in mare migliaia di bambini o consente che vivano in condizioni disumane nei campi profughi di confine non esprime meno crudeltà di loro”. In tempi in cui il pregiudizio e la discriminazione sono tragicamente in agguato,  l’impegno alla memoria collettiva  di  momenti così tragici della nostra storia non deve quindi essere trascurato e deve spingere le nuove generazioni verso nuove frontiere di pace e tolleranza.

FOTOGALLERY DELLA MANIFESTAZIONE